2017 - 2018

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2017 - 2018

L'origine

Thomas Bernhard

Adelphi, 1992


Con questo testo che ripercorre i suoi anni giovanili, Thomas Bernhard ha scritto non tanto un libro di formazione ma di de-formazione. Thomas da giovane ha infatti molto subìto e si è molto ribellato, in contrasto perenne con il mondo che lo circonda. In quegli anni che sono fondamentali per qualsiasi essere umano, perché delineano l’adulto che sarà, Thomas trova in questa rivolta continua la sua “origine”.

È la vita scolastica il nucleo attorno a cui esplodono i conflitti di una giovinezza all’insegna dell’insofferenza nei confronti delle autorità non autorevoli, tutte accomunate dalla repressione delle potenzialità dei singoli, siano le istituzioni nazional-socialiste o quelle, dopo la Seconda guerra mondiale, cattoliche. Il grande maestro di Bernhard è invece il nonno materno, uomo libero e sempre critico di ciò che lo circonda, ma anche involontariamente causa dei problemi di Thomas nel suo volere per il nipote quell’istruzione superiore che è invece fonte per lui di grande disagio.

Nel suo stile torrenziale, Bernhard descrive proprio quel fiume di sentimenti scuri e conflittuali che invadono coloro che, guardandosi attorno, non capiscono e non accettano le insensatezze e le brutture che li circondano.

Nicole__

3I, Liceo Scientifico "G. Ulivi", Parma 6 anni fa

Questo libro, concentrato di osservazioni sul sistema educativo e sull'ipocrisia della società di Salisburgo, mi è piaciuto principalmente per il fatto che ha messo in evidenza un aspetto nuovo della società tedesca della seconda guerra mondiale: il punto di vista degli adolescenti e gli effetti che il nazional-socialismo ebbe su di essi.
Tuttavia in alcuni momenti l'ho trovato un po' ripetitivo e perciò noioso.
"L'origine" è caratterizzato da un lessico abbastanza ricercato, ricco di subordinate ampie che talvolta possono far perdere il filo della lettura se non vi si è totalmente immersi.


Laallss

1B, Liceo "Laura Bassi", Bologna 6 anni fa

Questo libro è una biografia e ‘ l’origine ‘ è intesa come l’origine della vita dello scrittore, nonché protagonista. Il libro é ambientato fra l’Austria e la Germania, nel periodo della 2^ guerra mondiale. Parla di un ragazzino che si è ritrovato in un collegio contro la sua volontà, nel quale, mentre suonava il violino, pensava incessantemente all’unica via di fuga: il suicidio. Il suo intento non fu mai realizzato ma, come diceva, chi non rimane ucciso dal desiderio, rimane spezzato, e lui rimase segnato sia da questo sia della guerra. Quando i bombardamenti arrivarono, lasciandogli vedere la gente morire davanti ai suoi occhi, andò a vivere dai suoi nonni, coloro che lo ebbero cresciuto. Durante la sua vita lui, come suo nonno, si era sempre opposto agli ideali del momento (il cristianesimo e il nazionalsocialismo), definendoli malattie mentali, e il libro lascia gradualmente intendere il carattere forte e gli ideali del protagonista.


Gabriel Molteni

Bibliotecaviva, Istituto Caio Plinio II, Como 6 anni fa

Il libro mi è molto piaciuto anche se i periodi occupano un'intera pagina e i concetti sono ripetuti troppe volte. Lo scrittore, con questo suo stile, permette al lettore di comprendere a fondo il persistente pensiero di suicidio che affliggeva i giovani ragazzi educati secondo le idee nazionalsocialiste. Personalmente trovo che le due parti del libro siano molto diverse tra loro. La prima molto pesante sopratutto a causa della tematica centrale che ho già citato prima, che viene sottolineata numerose volte, mentre ho trovato la seconda molto più scorrevole.


Antonio Salvaterra

2A scienze appl., Liceo "A. Maffei", Riva del Garda (TN) 6 anni fa

Questo romanzo autobiografico risalente al periodo della fine della seconda guerra mondiale è contornato da un pessimismo generale e un ripudio per la società salisburghese da parte del protagonista, questa società è nota in tutto il mondo per le architetture e la bellezza della sua città ma che dal punto di vista dell'autore è bella solo di facciata. Questo in quanto è proprio l’ambiente e le persone che lo popolano a causare il pessimismo e il ripudio dell’autore nella sua età adolescenziale, infatti è proprio “la città” a schiacciare istantaneamente ogni sogno, ambizione o speranza del singolo individuo, il quale si ritroverà inevitabilmente risucchiato in un turbine di soprusi e abusi dal quale non si può scappare. Nel corso della lettura le colpe di questo clima ostile vengono attribuite a due ideologie che a detta del protagonista sono due facce della stessa medaglia: il Nazionalsocialismo tedesco della seconda guerra mondiale e il Cattolicesimo; altri temi che vengono trattati sono quelli del suicidio, della guerra e della disinformazione generale.

Ho trovato la narrazione di questa realtà lontana sia nello spazio che nel tempo molto interessante, questo perché essa ha puntato i riflettori su degli aspetti e delle sfaccettature relative ad un’epoca che si pensa di conoscere bene, dei quali e delle quali non ero minimamente a conoscenza. Ho apprezzato molto come l’autore nonostante adesso sia adulto sia riuscito comunque a rendere l’idea di come vivesse e pensasse ai tempi, quasi come se quella parte di sé non si sia mai spenta del tutto ma sia rimasta in disparte per tutto questo tempo. Tuttavia una nota dolente che ho trovato del libro è stata la sua pesantezza a livello di scrittura: i periodi sono intenzionalmente lunghi a livelli eccessivi e spesso e volentieri ridondanti. Ciò è stato come avere una palla al piede, in quanto per tanto che gli argomenti trattati fossero interessanti questo difetto a reso la lettura meno gradevole di molto.


Franceso V

2E, Liceo Scientifico "G. Ulivi", Parma 6 anni fa

Il testo è molto bello e pieno di risvolti profondi e che fanno pensare, anche e soprattutto perchè è una storia reale e non inventata.


Roberta Cecere

2G, Liceo "A. Veronese", Montebelluna (TV) 6 anni fa

La trama è particolare. Un po' confusa all'inizio, ma durante la lettura si scorgono a mano a mano particolari diversi e significativi. Il protagonista, nonchè autore del libro, parla della sua infanzia in un posto orribile, dove l'unico pensiero che gli martella costantemente la testa,il suicidio. Cerca disperatamente di trovare una fuga all'oppressione e all'angoscia,colonne portanti della sua vita, ma l'unica soluzione che vede davanti a sè, è quella di togliersi la vita. Sono anni di guerra, devastazione e paura, ma Thomas sembra quasi essersi abituato. Suonare il violino, amato e altrettanto odiato strumento, era per lui una preparazione al suicidio,e al contempo un modo per sfuggire al suicidio stesso, concentrandosi nell'atto del suonare.Ciò non aiuta sicuramente il suo stato d'animo precario e quindi penso che l'autore scrivendo questo libro,abbia anche liberato e lasciato andare una parte di sè e del suo passato tormentato e l'ho apprezzato molto


giadalvaro

2I, Liceo Classico "Galvani", Bologna 6 anni fa

Questo libro non mi ha particolarmente colpita. È caratterizzato da uno stile ripetitivo: le frasi sono infatti riprese e collegate fra loro e perciò danno luogo a periodi troppo lunghi e disordinati.
Questo stile complesso rende il romanzo molto lento, talora noioso.
Per queste motivazioni mi sono sentita disorientata e non sono riuscita a capire ciò che l'autore volesse comunicare poichè dovevo capire: in primo luogo, come era organizzato il periodo; in secondo luogo, ad analizzare il significato del contenuto. Molto spesso mi sono ritrovata costretta a tornare indietro e rileggere alcuni passi non chiari.


Candiani_Alessio

3F, Liceo Scientifico "G. Ulivi", Parma 7 anni fa

Un libro autobiografico penso sia un buon metodo per far entrare il lettore nella vita dello scrittore senza aver problemi di comprensione; le ripetizioni e il modo in cui vengono usate mi piace molto, facendo diventare come "claustrofobica" la lettura. Questo libro autobiografico è davvero utile per capire come Bernhard abbia trovato un suo stile innovativo e come si viveva all'epoca, senza poter contare quai su nulla se non se stessi; egoisticamente a noi lettori va bene così. Quasi sempre il desiderio, il sogno, la sofferenza, il dolore, la mancanza di riconoscimento, hanno prodotto grande letteratura.


lorenzoalecci

3I, Liceo Scientifico "G. Ulivi", Parma 7 anni fa

In questo libro l'autore, Thomas Bernhard, scrive una critica sociale nei confronti dei Salisburghesi e in generale alla società a lui contemporanea, definendola ipocrita e ottusa ;per dimostrare questo l'autore racconta la sua difficile infanzia a Salisburgo. La lettura del libro è interessante anche se in alcuni punti appare ripetitiva e dispersiva a causa di periodi lunghi e complessi, nonostante ciò l'autore riesce a trasmettere il suo messaggio all'autore in modo incisivo. Ho trovato il libro interessante perché ha un taglio sociale intenso.


Osmikela

2CL, Liceo "Rosmini", Rovereto (TN) 7 anni fa

Ho trovato la storia molto piacevole, ma purtroppo in certi punti l'autore tendeva a essere troppo ripetitivo. Credo sia stata una scelta stilistica molto pensata, poichè ribadendo i concetti più volte all'interno del paragrafo si dava un'enfasi pazzesca a quello che Bernhard vuole che arrivi al pubblico. Un libro crudo, ma proprio grazie alla sua asprezza fa riflettere estremamente il lettore. La gioventù di Bernhard è fortemente collegata alla guerra e al collegio, che non vengono in nessun modo romanticizzati. Consiglio caldamente il libro soprattutto a chi è appassionato di autobiografie.


DOMENICO GROSSI

2B, Liceo Scientifico "G. Bruno", Budrio (BO) 7 anni fa

Il romanzo ''L'origine'' di Thomas Bernhard è di difficile comprensione dato che è caratterizzato da uno stile ripetitivo. Infatti le frasi sono lunghe e disordinate.Per questo motivo a volte il lettore si trova in difficoltà e non riesce a comprendere ciò che vuole comunicare l'autore. Tuttavia, se si riesce a capire bene le frasi, le parole dell'autore catturano il lettore e lo fanno riflettere. In questo romanzo ci sono riferimenti diretti a temi come il suicidio, la guerra, la politica, la religione e sono tutti collegati tra loro in modo naturale.


ChiaraPasquali

2M, Liceo Classico "Galvani", Bologna 7 anni fa

Il romanzo ''L'origine'' è di difficile comprensione dato che è caratterizzato da uno stile ripetitivo. Infatti le frasi sono riprese e collegate tra loro, i periodi sono lunghi e apparentemente disordinati. Per questo motivo talvolta il lettore si trova disorientato e non riesce a comprendere ciò che vuole comunicare l'autore perché in primo luogo è costretto capire come è organizzato il periodo e solo in secondo luogo può analizzare il significato del contenuto del periodo. Tuttavia, se si riesce a superare l'ostacolo che rappresenta lo stile così particolare e complesso, le parole dell'autore catturano il lettore e forniscono a quest'ultimo spunti per riflessioni e ragionamenti profondi e inusuali. Non è così scontato che in un romanzo ci siano riferimenti diretti a temi quali il suicidio, la guerra, la politica, la religione e che siano tutti connessi tra loro in modo naturale come risulta in questo romanzo.


fedele.thomas

2B, Liceo Scientifico "G. Ulivi", Parma 7 anni fa

L’origine di Thomas Bernhard è sicuramente uno dei libri più duri che io abbia mai letto. L’intero libro tratta argomenti molto seri che ancora oggi colpiscono la nostra epoca; purtroppo però lo stile complesso rende il romanzo molto lento, talora noioso in più tratti (troppo frequenti). Consiglio questo libro a persone con molta pazienza, perché vi capiterà sicuramente di tornare indietro a rileggere alcuni passi per riuscire a capire.


Francesco Pellegrino

3M, Liceo Scientifico "Galilei", Perugia 7 anni fa

Personalmente ho trovato L'Origine di Thomas Bernhard un libro abbastanza pesante e a tratti noioso, ma che in compenso permette al lettore di riflettere su varie tematiche. Prima tra queste quella del suicidio che viene anche collegato all'ambito musicale, infatti il protagonista suonava il violino proprio in preparazione al suicidio. Inoltre nel libro viene anche affrontato il passaggio da una comunità nazionalsocialista ad una Cristiana e viene anche descritta la vita degli abitanti di Salisburgo durante il dopoguerra. L'autore compie poi anche delle critiche sia all'insegnamento nazionalsocialista che alla prossima educazione che i genitori impartiscono ai propri figli. Il protagonista del romanzo è lo stesso autore e quindi il libro può essere definito una biografia. Nel romanzo si possono notare inoltre parecchie ripetizioni che lo fanno sembrare abbastanza ripetitivo


Anais Marcolin

2G, Liceo "A. Veronese", Montebelluna (TV) 7 anni fa

Il libro non mi ha entusiasmato molto, non solo perché è abbastanza difficile da interpretare, ma il problema più rilevante è che molte frasi e concetti vengono ripetuti più volte, creando momenti di noia.
Nonostante la troppa malinconia e depressione che caratterizzano questo libro, questi ultimi portano il lettore a capire cosa provasse un soldato o, comunque, anche solamente un normale ragazzo, durante la Seconda Guerra Mondiale.
A mio parere l'autore si sofferma un po' troppo nelle parti descrittive, rendendo il tutto meno scorrevole.


sara dil

2G, Liceo "A. Veronese", Montebelluna (TV) 7 anni fa

A mio parere questo libro è affascinante e permette di cogliere al massimo i sentimenti e pensieri dell'autore.
Quest'ultimo si serve di periodi lunghi, varie ripetizioni, perifrasi e aggettivi desueti per descrivere non solo la sua storia, ma anche il suo punto di vista e ciò che prova, proprio per questo ritengo che la lettura possa risultare leggermente difficile, anche se non impossibile.
I termini scelti sono però adeguati al contesto e aiutano a capirlo a pieno, nonostante il fatto che sia un periodo difficile da raccontare, visto che l'autore si sofferma a parlare della Seconda Guerra Mondiale, delle stragi avvenute, di costanti pensieri suicidi e di altri temi molto pesanti non solo da raccontare, ma anche da assimilare e comprendere a pieno.
Tutto sommato il libro è ben scritto e lo consiglierei non solo a chi si vuole informare su questo determinato periodo storico, ma anche a chi si ritiene abbastanza maturo da poterlo capire.


Arianna00

2G, Liceo "A. Veronese", Montebelluna (TV) 7 anni fa

Un libro difficile da seguire ma che offre moltissime riflessioni. Grazie ai numerosi climax l'immedesimazione nel personaggio è quasi naturale ed inoltre le tematiche trattate risultano molto mature e sensibili. Il modo in cui l'autore riesce a descrivere l'orrore e la violenza di quegli anni, è unica e toccante. L'unico tasto dolente sono le descrizioni un po' troppo lunghe e i periodi ripetitivi, ma che rappresentano la personalità dell'autore e la dificoltà per lui di descrivere l'orrore vissuto e provato nei confronti di quella società.


danielnapolitano_

2B, Liceo Scientifico "G. Ulivi", Parma 7 anni fa

INTENSO. Sicuramente è l'aggettivo che meglio descrive questo libro. Un' autobiografia ricca di espressività, in cui lo stile a mio parere unico dell'autore, ci permette di immedesimarci nei suoi pensieri, nelle sue idee, nei suoi sentimenti (indipendentemente dal nostro punto di vista). I periodi lunghi, le ripetizioni periodiche di parole per intere pagine comportano una lettura quasi sgradevole, ma rendono benissimo l'idea di un flusso continuo e ininterrotto di pensieri, considerazioni sulla vita, causate dalla sua infanzia ed adolescenza, che si sono svolte in un periodo che avrebbe messo a dura prova chiunque dal punto di vista spirituale in particolar modo.
Perfetto per portarci ad una riflessione profonda, che in certi punti riguarda il suicidio (idea con la quale l'autore confessa di aver combattuto per tutta la sua vita).
Lo rileggerei volentieri con più attenzione!!!


IreneSoncini

3M, Liceo Scientifico "Galilei", Perugia 7 anni fa

Il libro mi è piaciuto molto, poiché l'autore è stato capace di affrontare temi pesanti e delicati con una crudezza ed una cattiveria disarmante, cosa insolita e non scontata. Nonostante le continue ripetizioni, il ritmo, le argomentazoni usate e le forti emozioni trasmesse, sono capaci di far appassionare il lettore alla storia, ponendo anche molti spunti di riflessione.
L'autore, inoltre, racconta i vari passaggi della sua vita, evidenziando quelli che lo hanno colpito di più ed hanno contribuito ad un cambiamento nell'autore stesso, ripercorrendo in contemporanea la straziante storia di Salisburgo a quei tempi. Facendo ciò, Bernard, paragona la sua vita al periodo del nazionalsocialismo, evidenziando la drammaticità della prima, eterna rincorsa con il suicidio.


Butafterall

3M, Liceo Scientifico "Galilei", Perugia 7 anni fa

In questo libro Thomas Bernhard narra vicende legate alla sua adolescenza e di come il passato torni continuamente. Il racconto si divide in due parti: la prima parte tratta dell'idea di suicidio, mentre la seconda parla dell'istruzione e della società. Sono presenti molte descrizioni di luoghi distrutti dalla guerra, e vengono messe in evidenza le sue sensazioni.